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Compendiario
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Il termine mwcacompendiario, in ambito storico-artistico, designa uno stile sobrio e misurato di decorazione mwcqceramica italiana affermatosi nella seconda metà del mwcgXVI secolo, originariamente a mwcwFaenza.cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]
Lo stile compendiario si distingue per l’uso contenuto del colore e della linea, con motivi essenziali, spesso tracciati a pennellate rapide e sintetiche, che sostituiscono la ricchezza narrativa e il dettaglio minuzioso tipici delle mwfqmaioliche rinascimentali precedenti. Questa tendenza verso una semplificazione decorativa ed eleganza formale riflette il gusto tardo-mwfgrinascimentale per l’armonia e la misura.
Il termine richiama anche la pittura mwgaalessandrina di mwgqepoca romana, dove figure e colori sono resi in modo essenziale e suggestivo, con pochi tratti e tonalità misurate.
Contents
• Note
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Descrizione e storia
Epoca romana
La pittura dell'età mwhgAlessandrina, spesso definita "pittura compendiaria", influenzò il gusto pittorico dell'mwhwetà imperiale romana, in particolare la decorazione di piatti e di vasi in ceramica. Priva di contorni precisi e marcati, è una decorazione stilizzata, fatta a punta di pennello.
Venne descritta per la prima volta da mwiqPlinio il Vecchio che ne attribuì l'ideazione a mwigFilosseno di Eretria.cite-ref-3[3]
Sviluppatasi ad mwkaAlessandria d’Egitto tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., tale corrente si distingue per un trattamento compendiario della figura e del paesaggio, dove i contorni sono ridotti all’essenziale e il colore suggerisce più che descrivere, evocando atmosfere spirituali e allusive piuttosto che una resa naturalistica. Questa “maniera compendiaria” della pittura alessandrina esercitò un’influenza duratura su successive concezioni artistiche basate sulla sintesi visiva e sull’espressione immediata dell’immagine.
La maiolica italiana
Nella tradizione della maiolica italiana, il termine mwmqcompendiario indica uno stile e un approccio artistico caratterizzato dalla sintesi decorativa e dalla concentrazione di motivi iconografici essenziali all’interno delle superfici ceramiche. Questo stile si sviluppa soprattutto tra il XVI e il XVIII secolo, quando artisti e botteghe cercavano di condensare temi complessi, sia religiosi sia profani, in spazi ridotti, rendendo le scene immediatamente leggibili e comprensibili. Le opere compendiarie si distinguono per l’uso di forme stilizzate, la semplificazione delle figure, la concentrazione dei colori e l’equilibrio compositivo, privilegiando l’efficacia comunicativa rispetto all’abbondanza decorativa. La maiolica compendiaria si ritrova principalmente in centri come mwmgFaenza, mwmwDeruta, mwnaCastelli, mwnqLaterza e mwngMontelupo, dove la tradizione ceramica incorporava schemi iconografici ripetibili e formule estetiche codificate, consentendo una produzione sia artistica sia funzionale, destinata a collezionisti, committenze religiose o mercati locali. Questo approccio sintetico, pur riducendo la complessità narrativa, contribuisce a rendere l’opera immediatamente riconoscibile e stilisticamente coerente, sancendo la compendiabilità come cifra distintiva della maiolica italiana di epoca rinascimentale e barocca.
La superficie bianca che copriva il mwoabiscotto doveva risultare lucida e corposa, grazie ad uno mwoqsmalto molto spesso che dava alla maiolica brillantezza e luminosità. Per la decorazione pittorica, che in genere era riservata alla parte centrale del manufatto, si utilizzavano una tavolozza parca di colori - giallo, blu e ocra - ed un'estrema essenzialità di elementi decorativi. I disegni comprendevano a volte esili e solitarie figure, su fondo bianco, circondate da ghirlande stilizzate. Lo mwogstile compendiario, che era una forma di reazione all'eccesso cromatico della ceramica di scuola urbinate, segnava un bisogno nuovo di semplicità e si serviva come base di uno smalto bianco vellutato, superbo per candore. Le figurette erano in movimento, aeree, ottenute con brevi tocchi di colore, senza minuzie descrittive, senza inutile precisione.
Faenza
mwqwGaetano Ballardini nel 1929 definì mwrastile compendiario un tipo di pittura su ceramica, con raffigurazioni leggere e stilizzate, ideato a mwrqFaenza nel Cinquecento.cite-ref-4[4] Nella mwsgceramica faentina, I mwswbianchi del XVI e del XVII secolo rappresentano la tipologia decorativa esemplare di questo stile. Al ceramista faentino mwtaVirgilio Calamelli (detto Virgiliotto Calamelli), (1531–1570), al ceramista mwtqLeonardo Bettisi (detto Don Pino), (notizie dal 1564 al 1589) e ai Dalle Palle o Giangrandi si deve la nascita dello mwtgstile compendiario.cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]
Montelupo
La maiolica compendiaria di mwwqMontelupo Fiorentino, sviluppatasi tra il XVI e il XVII secolo, si caratterizza per la sintesi decorativa e la chiarezza narrativa delle scene rappresentate. Le superfici ceramiche, spesso piatti, albarelli o piastrelle, mostrano figure stilizzate, motivi geometrici e arabeschi.cite-ref-7[7]
Deruta
Laterza
Le mwaqmaioliche di Laterza in mwagstile compendiario sono decorate con schizzi di pochi elementi e di pochi colori - in genere blu e giallo, su fondo biancocite-ref-9[9]. Lo stile mwbwistoriato laertino è tipico per la monocromia turchina, data su smalto bianco.cite-ref-10[10]
Castelli
La mwdwceramica di Castelli utilizzò lo mweastile compendiario fino a quando mweqFrancesco Grue (1618-1673) sviluppò uno stile mwegistoriato che sostituì quello compendiario.cite-ref-11[11]
Ceramica compendiaria italiana nei musei
• Acquapendente, mwggmuseo della città.
• Deruta, mwhamuseo regionale della Ceramica, sala del compendiario.
• Faenza, mwhgmuseo internazionale delle ceramiche.
• Firenze, mwiaTorre della Pagliazza, Museo della Pagliazza.
• Londra, mwjqVictoria and Albert Museum.
• Loreto Aprutino, mwjwgalleria delle antiche ceramiche abruzzesi (museo Acerbo), sala 1.
Galleria d'immagini
Note
cite-note-11. ↑ mw9qmw9gmw9wCompendiàrio - Significato ed etimologia - Vocabolario, su mw-aTreccani.
cite-note-22. ↑ mw-amw-qmw-gCompendiario - Oxford Reference, su mw-woxfordreference.com.
cite-note-33. ↑ mwaqmNaturalis Historia, XXXV, 110.
cite-note-55. ↑ mwaq8mwaramwareI "bianchi" Maioliche di stile Compendiario, su mwariTelearte Web&TV, 30 maggio 2022.
cite-note-66. ↑ mwarymwarcmwargIL COMPENDIARIO, su mwarkIL COMPENDIARIO.
cite-note-77. ↑ mwar0mwar4mwar8Ceramiche Montelupo a Firenze, su mwasaHotel Brunelleschi, 11 febbraio 2015.
cite-note-88. ↑ mwasqmwasumwasyLa compedario e la ceramica Derutese del '600, su mwascScuola d'Arte Ceramica "Romano Ranieri".
Bibliografia
• mwavaVincenzo De Pompeis (a cura di), La maiolica italiana di stile compendiario: i bianchi, Torino, Allemandi, 2 volumi, 2010, SBN RAV1879235.
Voci correlate
• mwavqAlessandrinismo
• mwavyCeramica di Faenza
• mwavgMaiolica di Montelupo
• mwavoMaiolica di Deruta
• mwavwMaiolica di Laterza
• mwav4Maiolica di Castelli
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwawmMaiolica in stile compendiario I bianchi faentini
• mwawuStili decorativi - La Vecchia Faenza, su lavecchiafaenza.it.
• mwawcLo stile compendiario - Museo della Città, su museodellacitta.eu.